ANDREA BONZI - CONSULENTE ORGANARIO

LA CONSULENZA SUL RESTAURO

CONSULENZE SU RESTAURI: PROGETTAZIONE E FASI ESECUTIVE

Perchè la consulenza sui restauri di organi antichi - Per gli organari

Da ormai oltre un sessantennio vi è in Italia un grande interesse agli organi storici, numerosissimi ed estremamente differenziati per epoca e scuole regionali; la tutela ministeriale ha imposto nel tempo sempre maggiori vincoli con conseguenti adempimenti burocratici anche da parte dei restauratori, tenuti in particolare a redarre relazioni prima, durante e a fine lavori.
Se dal punto di vista pratico questa documentazione viene quasi sempre considerata alla stregua di un inutile adempimento burocratico, un'esperienza ormai pluriennale ha mostrato con chiarezza che rilievi e studi accurati e rigorosi - che il restauratore di per sè ha difficilmente modo di eseguire, o che esegue facendo però lievitare necessariamente i costi - non solo aumentano un patrimonio conoscitivo tutt'altro che secondario ma offrono soprattutto, nella stragrande maggioranza dei casi, chiavi di lettura per risolvere problemi anche di ordine strettamente pratico che possono presentarsi nel corso dei lavori. L'accurata lettura di un somiere o la catalogazione ed analisi del materiale fonico possono offrire, come certo l'esperto restauratore sa, moltissime informazioni sulla storia dello strumento su cui ci si accinge ad operare; e l'archiviazione dei dati ottenuti (si pensi anche solo alle misure delle canne) va a costituire un patrimonio la cui utilità pratica è evidente e riconosciuta.
La specializzazione in questo tipo di studi, supportata da un'esperienza ormai quindicinale, consente di proporre un servizio che sollevi il restauratore dall'onere di rilievi per loro natura relativamente dispendiosi in termini di tempo e risorse: lo studio e lo sviluppo di opportune metodologie permettono di ridurre al minimo indispensabile i tempi necessari all'acquisizione dei dati in laboratorio o anche sul campo, mentre adeguati strumenti informatici rendono assai agile e precisa l'analisi successiva.

Perchè la consulenza sui restauri di organi antichi - Per la committenza

Nel momento in cui si decide per il restauro di un organo antico il primo fattore da prendere in considerazione è di ordine legale: lo strumento è sotto vincolo della Soprintendenza, per un automatismo discutibile fin che si vuole ma da cui non si può prescindere pena il rischio di sanzioni penali per committenza e operatori. Per dare inizio ai lavori occorre insindacabilmente il nulla osta della (o delle, in alcuni casi) Soprintendenza territorialmente competente.
Una prassi consolidata in alcuni luoghi prevede che l'interlocutore della Soprintendenza non sia direttamente la committenza ma - parlando di strumenti di pertinenza ecclesiastica - la Curia diocesana, a cui la parrocchia deve ordinariamente presentare debita istanza nelle forme e nei modi di volta in volta indicati dalle varie realtà territoriali. In altri casi è la committenza a relazionarsi direttamente con l'Ispettore onorario nominato dalla Soprintendenza e, in ogni caso, con gli uffici diocesani competenti.
Purtroppo non vi è, a livello burocratico, uniformità di procedure nè tra i vari uffici diocesani nè, soprattutto e più gravemente, tra le varie Soprintendenze operanti sul territorio; tanto che spesso è difficile addirittura potersi rapportare, nel caso di questi ultimi, all'interlocutore competente - ammesso che esista. Addirittura sono documentati casi di sopralluoghi, da parte di consulenti di Soprintendenza, eseguiti sistematicamente con ritardi di 15/18 mesi rispetto all'invio dei preventivi da parte delle Curie diocesane; e "perizie" (impropriamente dette tali, non esistendo in Italia alcun albo professionale di periti d'organo) a fine lavori eseguite dopo ben quattro anni dal concerto di inaugurazione, senza nemmeno avvisare il restauratore (e facciamo notare come una relazione sui lavori eseguiti dovrebbe tener conto unicamente del tempo di assestamento successivo al rimontaggio dello strumento, valutabile al massimo in qualche mese).
Stante la complessità della situazione e, normalmente, la mancanza di contraddittorio rispetto ai pareri di consulenti diocesani o di Soprintendenza - pareri di per sè non vincolanti a termini di legge: l'unico vincolo legale è il nulla osta ministeriale - che vengono quindi accettati automaticamente, è evidente il vantaggio, se non la necessità per la committenza di dotarsi di un proprio esperto che possa fungere da controparte portando le sue istanze: è importante sapere che l'esperto designato dalla committenza ha nell'esercizio delle sue funzioni la stessa validità di altre figure.
Infatti, come si è già detto, non esistono in Italia figure professionali di periti od esperti di organaria riconosciute dallo Stato e regolarmente iscritte ad un albo professionale: chiunque si presentasse ufficialmente come "perito" pretendendo con questo di imporre scelte vincolanti sarebbe perseguibile a norma di legge.
Per quanto riguarda la committenza, il nostro servizio di consulenza si muove di norma secondo il percorso descritto di seguito.

Ispezione in loco e stesura del progetto

Grande importanza ha l'ispezione preliminare di cui si è già trattato, a cui può aggiungersi - se l'archivio è in condizioni di fornirla - la ricerca di documentazione storica sullo strumento. A queste operazioni segue la stesura di un progetto di massima i cui criteri sono improntati innanzitutto al realismo e ad un'accurata e rispettosa lettura dello strumento nell'assetto in cui si trova; ma soprattutto ad un imprescindibile e reale dialogo con la committenza e con chi poi dovrà effettivamente e - ci si augura - quotidianamente utilizzare l'organo restaurato. Il rapporto reale con la committenza, fatto di divulgazione, di confronto che tenga il più possibile conto delle varie istanze e renda ragione di scelte fatte e decisioni prese, è condizione necessaria per lo sviluppo reale della cultura organaria nell'ottica di una valorizzazione cui consegue un uso cosciente e razionale dell'organo antico.

Scelta del restauratore

La consulenza prosegue nel fornire un ampio elenco di restauratori, indicando tendenzialmente i più adatti e qualificati in base al tipo di strumento, alla sua dimensione e all'entità dei lavori da eseguire; il progetto di massima, comprensivo della relazione tecnica successiva all'ispezione e già discusso con la committenza, viene inviato ai restauratori perchè possano redigere in base ad esso i loro preventivi.
Fa parte della consulenza l'accompagnare gli organari a visitare lo strumento e l'instaurare con essi un dialogo franco e attento alle loro istanze, facendo da tramite con la committenza.

Approvazione da parte degli uffici competenti

Il dialogo prosegue nel momento in cui i preventivi prescelti vengono sottoposti agli uffici competenti diocesani e a quelli della Soprintendenza per le necessarie approvazioni.
I progetti inviati agli organari vengono redatti secondo la normativa vigente in fatto di tutela, ed essi rispondono inviando uno o più preventivi; il dialogo con gli Ispettori Onorari (o con i consulenti di cui la Soprintendenza competente voglia avvalersi) e con i consulenti diocesani avviene a questo livello, presentando i preventivi. Sebbene non automaticamente vincolanti rispetto all'autorizzazione a procedere, i pareri di queste figure influenzano di fatto le decisioni di chi poi deve materialmente concederla o meno, e il dialogo con esse deve essere il più possibile equilibrato: augurandosi di avere di fronte interlocutori autenticamente competenti e ragionevoli, cosa purtroppo non sempre possibile. Non ci dilunghiamo qui su aspetti che sono affrontati più estesamente nella sezione Pagine Informative: riteniamo che una corretta, franca ed esauriente opera divulgativa sia la chiave per poter affrontare con equilibrio e ragionevolezza le diverse situazioni che possono presentarsi in questa delicatissima fase, che riguarda soprattutto la visita congiunta allo strumento a cui, a loro volta, i consulenti diocesani e statali sono tenuti per poter dare i loro pareri. E' evidente la necessità che a tale visita partecipi anche il consulente della committenza: ed è in potere di quest'ultima, qualora si verificasse la spiacevole situazione di inadempienze in questo senso, ricusare la data proposta dai consulenti diocesani o statali e pretendere la presenza del proprio consulente, che in ogni caso deve poter valutare i giudizi delle controparti; naturalmente ci si augura sempre che vi sia la possibilità di un dialogo autentico, franco e leale. Occorre evitare soprattutto l'automatismo per cui i consulenti diocesani o statali possano porsi come unici referenti quanto a pareri tecnici sullo strumento in esame e sugli interventi da eseguire. Non è inutile ricordare ancora che in Italia non esiste - nonostante svariati tentativi di istituirla - una figura professionale di perito o esperto d'organo che lo Stato riconosca: non esiste un albo professionale relativo a tali figure, che pertanto sono anch'esse unicamente consultive e i cui pareri non possono in alcun modo essere vincolanti. Proprio per questo è necessario evitare il più possibile che agiscano in una sorta di regime di monopolio rispetto alla committenza, che inevitabilmente ne subirebbe le scelte.

Il contratto con l'organaro

Giunti ad un accordo sul progetto, questo va trasformato in contratto con il restauratore prescelto. Anche in questo caso, mancando di regola un consulente della committenza, il preventivo inviato dall'organaro diventa sic et simpliciter il contratto: se nella grandissima maggioranza dei casi questo non crea alcun tipo di problema, è comunque opportuno che vi sia un consulente della commmittenza che possa vagliare il preventivo ed eventualmente suggerire aggiunte, modifiche o clausole nell'interesse della committenza stessa.
Sottolineiamo come questo non sottintenda necessariamente una sfiducia nei confronti dell'operatore: si tratta, al contrario, di favorire una reale cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti, senza che una delle parti si trovi ad accettare automaticamente le scelte dell'altra.

Consulenza nel corso dei lavori

Completato l'iter burocratico i lavori iniziano con lo smontaggio dell'organo ed il trasporto dei materiali nel laboratorio del restauratore; l'attività di consulenza prosegue monitorando l'andamento delle operazioni e verificando che esse si svolgano come da contratto. Contestualmente vengono eseguiti rilievi organologici utili a documentare il più possibile caratteristiche tecniche, stratificazioni storiche, stato di conservazione dei materiali ed ogni elemento di interesse normalmente non leggibile ad organo montato.

Collaudo

Alla conclusione dei lavori, immediatamente dopo la consegna dello strumento, viene eseguito un collaudo con relativa relazione tecnica, basato sulle specifiche contrattuali: a questa prima relazione ne deve seguire una seconda, dopo un tempo di assestamento opportuno valutabile in alcuni mesi.

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ANDREA BONZI - Via delle Orchidee 18 2147 Milano
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